[It wasn’t me #1] Anna B Savage

Roma, 03/08/16

Sono piuttosto abituata alle piacevoli scoperte che ci riserva ormai da anni l’Half Die festival, cominciato la scorsa domenica, eppure una sorpresa è una sorpresa.

Anna B Savage mi pare l’artista ideale per iniziare questo appuntamento: è intima in modo quasi imbarazzante e si racconta senza alcuna barriera e senza alcuna protezione, arriva così com’è con la sua chitarra e le sue tenere smorfie mentre canta.

Anna ha base a Londra, ma ho  dimenticato di chiederle conferma, a maggio è uscito il suo primo EP, sotto trovate i riferimenti, e ha il talento per non restare un miraggio.

Parla poco, sorride quanto basta quando sente il pubblico che l’accoglie con amore o che applaude con gratitudine, e prova ogni tanto a guardarci tutti. Regala una bella cover di Shara Worden, aka my brightest diamond [something of an end] che se pure reinterpretata un pochino riesce assai bene [e ve lo dice una che Shara l’adora].

Ovviamente la scelta non è a caso, da un punto di vista stilistico è proprio con my brightest diamond che confronto immediatamente Anna B Savage, ma anche con Shannon Wright, se pur non con la stessa rabbia e sicuramente con un po’ più di ironia [nelle liriche].

Ottimi riferimenti, secondo me, ma soprattutto bella performance, emozionante e piena [forse un paio di bis anche cover, sarebbero stati perfetti]. Tutto quello che non ci aspettiamo [oppure sì?] in un caldo pomeriggio domenicale di luglio, su una terrazza che dà sull’acquedotto, mentre aerei low cost sfrecciano sulle nostre teste, e il sole comincia a darci tregua.

[eng. ver.]

I’m pretty used to nice surprises coming from Half Die Festival, a “notsosecretanymore” festival held in July, that has started last sunday; but still “a surprise is a surprise”.

Anna B Savage was just perfect as first perfomer of the season: intimate, almost in an awkward way, she told us stories without any protection or boundaries, embracing her guitar [the only thin layer between us?] and making funny faces.

She is based in London, I forgot to ask if she’s a londoner, her debut EP is available from May [links below], and she’s got enough talent not to become/stay a mirage [what a lovely word this is].

Not much of an entertainer, but nicely smiley to an audience showing lots of love and gratitude, from time to time I caught her eyes silently scanning around.

I’m amazed to hear Something of an end, by the spectacular woman/artist Shara Worden, played beautifully and with confidence.

Of course My brightest diamond is one of the first comparisons that came to my mind, along with Shannon Wright, with less rage and more irony though [at least in the lyrics].

TIP: 2/3 more songs would’ve been just perfect [maybe 2 more “indie” covers?].

As I told you a surprise: everything you wouldn’t expect [or would we?] from a hot sunday afternoon, on a roof with a view [on the roman acqueduct], while low cost airplanes fly on our heads, and the sun it’s eventually giving us a temporary break. For free.

 

Anna B Savage bandcamp

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